Premessa.
La prima cosa che ho pensato quando mi è stato proposto di fare la recensione di un libro per RCS è stata una considerazione venale. Se avessi voluto ricevere altri libri da recensire, avrei dovuto scrivere in ogni caso una recensione positiva, che il libro mi fosse piaciuto o meno. E la tentazione in questo senso, lo ammetto, è stata forte. Ci ho anche provato, e ne è la prova il file “Recensione Soriga.odt” che tengo ancora nei Documenti.
Ho iniziato a scrivere quella recensione positiva quando ero ancora a metà libro ed ero convinto di gran parte di quello che scrivevo. Ieri sera ho finito di leggerlo. Ho dovuto cambiare recensione.
Flavio Soriga, L'amore a Londra e in altri luoghi
Non mi piacciono le storie d'amore. Lui ama Lei, Lei ama Lui ma è un amore impossibile perché è sposata con l'Altro, che è un omosessuale represso e di notte droga la moglie, indossa i suoi vestiti e se ne va a ballare mentre Lei dorme. Alla fine Lui incontra l'Altro in discoteca e anziché prenderlo a pugni si innamora: con quel vestito le ricorda troppo l'amata.
No, no, no. Non è roba che fa per me.
L'amore a Londra e in altri luoghi è, pensa un po', una raccolta di racconti d'amore. Il che, in teoria, lo escluderebbe a priori dalla mia ben fornita libreria. Ma è anche un tentativo di prosa poetica (o di poesia in prosa, fate voi), e va quindi considerato da un punto di vista stilistico, credo, ancora più che di contenuto. L'unica cosa che mi ha spinto a procedere nella lettura, infatti, è quel tentativo di rendere il testo uno spartito musicale. Tentativo riuscito qua, fallito là.
La raccolta conta otto racconti, lunghi e corti. Quattro da soli valgono il prezzo del libro, ma solo se lo trovate a metà prezzo. Gli altri aggiungono poco o niente. Fossi stato l'editore, avrei aspettato un altro racconto altrettanto buono e avrei pubblicato una raccolta di sole cento pagine anziché centocinquanta, in formato più ridotto e a prezzo più accessibile. Ma per fortuna e purtroppo non sono un editore.
A parte Aprile, i racconti migliori sono i più brevi, e non può essere altrimenti: Soriga usa uno stile rapsodico difficile da maneggiare senza commettere forzature. La forma breve, in questo senso, rende le cose più facili. Anche per questo apprezzerete il fatto che non avete tra le mani un romanzo. Se una storia vi stanca, saltate alla prossima e se volete un consiglio, fatevi le ossa su quelle più corte, poi passate al primo racconto, l'unico lungo che valga la pena leggere.
Quando leggerete il primo racconto (Aprile) noterete una particolarità: sardo Soriga è. Ma tranquilli, la sintassi sarda fastidiosa non è, né nel ridicolo scade; anzi si fa sentire quel poco che basta e, come l'aglio in una buona pasta alle vongole, serve a dare sapore a un piatto altrimenti povero.
In fin dei conti, non esistono raccolte di racconti perfette. Troverete sempre racconti che vi piaceranno, altri che salterete dopo le prime righe, poco importa. Quello che conta è che, prima o poi, vi imbatterete in un racconto che vi darà qualcosa. Un racconto su venti, forse, dieci pagine su duecento, ma un racconto che da solo, come si dice spesso nelle recensioni, vale il prezzo del libro. Anche in questo senso, Soriga non fa eccezione. Lontana dall'essere una raccolta perfetta, troverete comunque qualcosa di buono.
Tiro le somme. Non consiglio di acquistare questo libro di Soriga ad occhi chiusi. Procuratevelo in biblioteca, leggetevi un paio di storie e poi decidete se vale la pena acquistarlo. Comprare un libro solo per provare a leggerlo non ha senso, per questo ci sono le biblioteche. Ha più senso comprare un libro che avete già letto e vi è piaciuto, sapendo che un giorno potrete rileggerlo, sottolinearne le frasi più belle, prestarlo a un amico o, perché no, aggiungervi una dedica sul frontespizio e regalarlo a qualcuno a cui tenete.
L'amore a Londra e in altri luoghi di Flavio Soriga è pubblicato da Bompiani. Lo trovate in libreria a 15 euro, oppure in biblioteca.
p.s. Ho deciso che la copia che mi è stata inviata per la recensione finirà sullo scaffale delle novità nella biblioteca dove lavoro, disponibile a chiunque lo voglia leggere (e contraddirmi).
p.p.s. Un giorno prenderò questa recensione e la sposterò su un blog dedicato. Per ora, vi saluto da qui.