Sono partito da casa in ritardo, e non so bene come mai sono arrivato in piscina prima del solito. È evidente che le altre volte ero ancora più in ritardo di quanto pensassi. Comunque, eviterei anche di dirvi tutto questo se non fosse che stasera, col fatto di arrivare prima che gli altri fossero già in acqua, ho fatto una piacevole scoperta: la Paola no ha le gambe pelose da scimpanzé. Anzi, ha due belle gambe, e più sopra nasconde un six pack di addominali mica male. Rimane da verificare se in fondo alle gambe da modella porti un paio di piedi da hobbit, ché stasera mi sono scordato di controllare.
Stavolta sono andato in piscina in bicicletta, tutto trafelato, e deve avermi fatto bene perché in acqua ero come nuovo. Le gambe non hanno avuto cedimenti di alcun genere, anzi, ho addirittura raggiunto un livello quasi decente nella bandiera, e livelli stratosferici con la bandiera capovolta. Ogni tanto piegavo la testa a guardarmi i piedi, non mi sembrava vero che le gambe stessero veramente su, orizzontali come una tavola da surf. Credo di aver capito quale era il mio problema. Innanzitutto, mi ci vuole un po’ di riscaldamento. Ovvio, direte voi, potevi pensarci prima anche le altre volte. Ma chi lo sapeva che al corso zero meno ti facessero menare le gambe a quel modo? Io pensavo mi facessero far il pescecane da riporto, tipo “ti lancio un osso di piombo e ti tuffi sott’acqua a riprenderlo”. La bandiera non me l’aspettavo. Al di là di questo, sto imparando a non tenere le gambe rigide come quelle del Big Jim, ora quando muovo le gambe fingo mentalmente di essere una alga che la corrente del fiume fa ondeggiare sinuosamente a filo d’acqua. Insomma, sembro un frocio, ma rimango a galla. Muovo le gambe facendo partire il movimento dalle anche, insieme a tutto il resto del corpo, e ondeggio al punto che dopo un po' devo reggermi forte al bordo per evitare di girare su me stesso come la punta di un trapano.
Assistente - il riccio di mare - oggi è stato molto attivo. Faceva cenni di assenso di qua, elargiva consigli di là, accompagnava Concetta e altri con la nuotata a dorso. Ha dovuto spiegarmi tre volte un esercizio di apnea perché avevo le orecchie tappate, e perché mentre spiegava teneva la bocca per metà sott’acqua.
Ho notato che una ragazza molto carina della seconda corsia lanciava delle occhiate voraci a Gianmaria. Buon per lui, ma non è il solo a far conquiste: una signora in età senile avanzata, che se ne stava seduta in un angolo accanto agli attrezzi, mi ha fissato per tutta la sera, con lo sguardo indagatore, le palpebre abbassate per focalizzare meglio l’attenzione su di me. O così credevo. In realtà, a un certo punto un bagnino è andato a svegliarla e l’ha accompagnata fuori.
Pina ha trovato la sua vocazione. È una tuffatrice. Abbiamo fatto un esercizio nuovo: mettersi in piedi a bordo vasca e buttarsi in acqua, sempre in piedi. Vale a dire, quello che faccio io da una vita per entrare in piscina. Ma non è un esercizio inutile: serve a superare la paura dell'impatto con l'acqua. Pina, Piersilvio e Concetta hanno avuto problemi, inizialmente. Ma dopo il primo tuffo Pina si è eccitata come una bambina al parco acquatico. È risalita subito dalla scaletta, e prima ancora che Concetta trovasse il coraggio per tuffarsi… SPLASH! si è buttata di nuovo in acqua. Poi ha alzato la testa verso l’amica titubante con l’aria della sorellina maggiore che non ha paura di niente, ha alzato le mani come a dire “che vuoi che sia, stupidina”, le ha dato qualche parola di incoraggiamento, al ché pure Concetta si è lanciata nel vuoto.
Stavolta sono andato in piscina in bicicletta, tutto trafelato, e deve avermi fatto bene perché in acqua ero come nuovo. Le gambe non hanno avuto cedimenti di alcun genere, anzi, ho addirittura raggiunto un livello quasi decente nella bandiera, e livelli stratosferici con la bandiera capovolta. Ogni tanto piegavo la testa a guardarmi i piedi, non mi sembrava vero che le gambe stessero veramente su, orizzontali come una tavola da surf. Credo di aver capito quale era il mio problema. Innanzitutto, mi ci vuole un po’ di riscaldamento. Ovvio, direte voi, potevi pensarci prima anche le altre volte. Ma chi lo sapeva che al corso zero meno ti facessero menare le gambe a quel modo? Io pensavo mi facessero far il pescecane da riporto, tipo “ti lancio un osso di piombo e ti tuffi sott’acqua a riprenderlo”. La bandiera non me l’aspettavo. Al di là di questo, sto imparando a non tenere le gambe rigide come quelle del Big Jim, ora quando muovo le gambe fingo mentalmente di essere una alga che la corrente del fiume fa ondeggiare sinuosamente a filo d’acqua. Insomma, sembro un frocio, ma rimango a galla. Muovo le gambe facendo partire il movimento dalle anche, insieme a tutto il resto del corpo, e ondeggio al punto che dopo un po' devo reggermi forte al bordo per evitare di girare su me stesso come la punta di un trapano.
Assistente - il riccio di mare - oggi è stato molto attivo. Faceva cenni di assenso di qua, elargiva consigli di là, accompagnava Concetta e altri con la nuotata a dorso. Ha dovuto spiegarmi tre volte un esercizio di apnea perché avevo le orecchie tappate, e perché mentre spiegava teneva la bocca per metà sott’acqua.
Ho notato che una ragazza molto carina della seconda corsia lanciava delle occhiate voraci a Gianmaria. Buon per lui, ma non è il solo a far conquiste: una signora in età senile avanzata, che se ne stava seduta in un angolo accanto agli attrezzi, mi ha fissato per tutta la sera, con lo sguardo indagatore, le palpebre abbassate per focalizzare meglio l’attenzione su di me. O così credevo. In realtà, a un certo punto un bagnino è andato a svegliarla e l’ha accompagnata fuori.
Pina ha trovato la sua vocazione. È una tuffatrice. Abbiamo fatto un esercizio nuovo: mettersi in piedi a bordo vasca e buttarsi in acqua, sempre in piedi. Vale a dire, quello che faccio io da una vita per entrare in piscina. Ma non è un esercizio inutile: serve a superare la paura dell'impatto con l'acqua. Pina, Piersilvio e Concetta hanno avuto problemi, inizialmente. Ma dopo il primo tuffo Pina si è eccitata come una bambina al parco acquatico. È risalita subito dalla scaletta, e prima ancora che Concetta trovasse il coraggio per tuffarsi… SPLASH! si è buttata di nuovo in acqua. Poi ha alzato la testa verso l’amica titubante con l’aria della sorellina maggiore che non ha paura di niente, ha alzato le mani come a dire “che vuoi che sia, stupidina”, le ha dato qualche parola di incoraggiamento, al ché pure Concetta si è lanciata nel vuoto.
Ora, una nota dolente. Un energumeno del corso cinque, durante una virata, ha tolto un occhio a un bagnino, che era appena sceso in piscina per insegnare la bracciata a una sua allieva. Energumeno ha colpito l’occhio del malcapitato con un pollice dall’unghia particolarmente affilata – sarà un chitarrista – e l’occhio è stato visto schizzare fino alla corsia centrale, dove è rimasto a galla per un po’ prima di andare a fondo. Bagnino e il suo occhio sono stati portati d’urgenza alla più vicina clinica veterinaria. L'intero staff è in preghiera per la riuscita dell'intervento di ricucitura.
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