Una certa donzella pavese - una Pavesina? - ha scritto un commento al mio ultimo post. Andando a curiosare sul suo blog (perché è così che si fa) ho trovato delle belle fotografie, e una in particolare mi ha ricordato uno scatto che avevo fatto in Polonia, quando ero ancora alle prese con il libretto d'istruzioni della mia prima camera digitale. La foto non è niente di che, ma per certi versi è simpatica.
Il bello della Polonia è che volti l'angolo e sei negli anni '20, fai qualche altro metro e torni nel presente, volti la testa e ti ritrovi nel '50, ti allacci una scarpa e quando ti rialzi sei in un pub a bere birra con una manciata di sconosciuti... La Polonia è una contraddizione dopo l'altra, un'accozzaglia di epoche, stili, pensieri, è un miscuglio di idee che una volta entrate in testa fanno radici, e ti ricoprono il pensiero come una pianta rampicante.
Il bello della Polonia è che volti l'angolo e sei negli anni '20, fai qualche altro metro e torni nel presente, volti la testa e ti ritrovi nel '50, ti allacci una scarpa e quando ti rialzi sei in un pub a bere birra con una manciata di sconosciuti... La Polonia è una contraddizione dopo l'altra, un'accozzaglia di epoche, stili, pensieri, è un miscuglio di idee che una volta entrate in testa fanno radici, e ti ricoprono il pensiero come una pianta rampicante.
Ma questa è un'altra storia.
In risposta e in omaggio alla fotografia Tempi Passati di Ele, ecco il mio esperimento (ce l'ho col bianco e nero, scusate):
In risposta e in omaggio alla fotografia Tempi Passati di Ele, ecco il mio esperimento (ce l'ho col bianco e nero, scusate):
Sola (tempi passati)
