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sabato 14 aprile 2007

Stare a Galla 10 - Siamo al finale?

Dopo la lezione di giovedì me ne sono andato con l’amaro in bocca. Nell’uscire mi sono fermato dalla segretaria e le ho chiesto di spostarmi al P1, come vi ho già detto, ma è stato solo nell’andare a recuperare l’auto nel parcheggio che mi sono reso conto di quello che era appena successo. Come farà ora la Paola senza di me? E Pina? E Basmati, non rivedrò mai più il suo sorriso da iena? Giovedì c’era anche lei, ed erano quasi due settimane che non la vedevo. Tant'è che m’è preso un colpo, e per i primi dieci minuti di lezione ho seriamente faticato a stare a galla. Accusavo i tipici sintomi di paranoia compulsiva, me la vedevo arrivare col suo ghigno diabolico da ogni parte, ce l'avevo sempre davanti agli occhi con quel suo sguardo ambiguo e terrificante nascosto dietro gli occhialini, e inevitabilmente, per istinto di sopravvivenza, cacciavo la testa sott’acqua. Meglio l’annegamento che un crollo psichico.

A proposito di testa sott’acqua, Pina ha sempre avuto problemi con l’apnea, per via che beve litri e litri d’acqua ogni volta mette la testa sotto. (Di solito, quando usciamo noi di ambientamento dalla piscina, quelli che stanno ancora nuotando si trovano incagliati sul fondo, ché tutta l’acqua ce la portiamo via noi.) Dicevo, Pina aveva problemi di eccessivo abbeveraggio, quindi, per evitare di bere, ha comprato un paio di occhialini. Non chiedetemi cosa abbiano a che vedere gli occhialini con il bere, quello che so è che ha ricevuto i complimenti da tutto lo staff e da noi colleghi per quanto sia fashion il suo nuovo look. Il fatto è che i suddetti occhialini non sono verdi o azzurri o trasparenti. Sono a specchio. Tipo easy rider, per capirci. Le mancano solo la Harley-Davidson aerografata e i baffi a manubrio e si trasforma in un biker fatto e finito.

Ho fatto una gara con Gianmaria sui 10 metri cagnolino. Andiamo quasi di pari passo, ho un piccolo vantaggio io, ma roba da fotofinish. Però, considerando che lui è alto il doppio di me e ha l’apertura alare di uno pterodattilo, sono soddisfatto di me stesso. Mi fa pensare che quando passerò a fare stile sarò una scheggia. A proposito, sono curioso di vedere come me la cavo lunedì al livello P1… L’istruttore lo conosco già, si chiama Fabio. Ha i capelli biondi e ricci ed è un pazzo. È quello che alle medie scriveva sempre lov alla lavagna. (Chi non sa di cosa si tratti è seriamente accusato di non aver letto questo post... Strano come tutto nella vita sia collegato, in un modo o nell’altro.) Giovedì si è tirato il costume tra le chiappe a mo’ di tanga e ha mostrato il sedere pallido all’intera piscina. A quella vista Concetta è svenuta. L’hanno portata via in carriola, in uno stato a dir poco pietoso: tremava da capo a piedi e borbottava tra sé “bello di mamma… prendimi, bello, bello di mamma…”
Speriamo si riprenda presto.
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Lasciare il corso zeromeno è un po' la fine di un'epoca. Forse non avrò altre cose da scrivere su questo blog al riguardo, il corso P1 potrebbe essere noioso, non so. Sin dall'inizio mi sono divertito un sacco a raccontare - ma soprattutto raccontarmi - le disavventure di Paola & Co. Nella mia testa vuota Pina, Piersilvio, Riccio di Mare e gli altri fanno tutti parte, ormai, di quei personaggi che ti crei quando porti avanti un racconto per molto tempo: ti sembra che esistano davvero, a volte non distingui più realtà e finzione, ne parli agli amici come fossero gente che conosci da una vita. E' questo il bello dello scrivere, in fondo. Scrivere bene o male in fin dei conti non fa differenza, così come non conta che qualcuno poi legga quello che scrivi o che nessuno ne venga a conoscenza. Perché in realtà scrivi solo per te stesso, e nel momento in cui arrivi ad amare i tuoi personaggi - a sentirne magari la mancanza - allora puoi dirti soddisfatto. E nient'altro conta.
Lunedì sicuramente mi sarò fatto un'impressione di questo nuovo corso, e non mancherò di riferirvela. Per ora vi saluto, con un po' di quell'amaro in bocca che ti rimane quando finisci di leggere un bel libro che non vorresti abbandonare.
rb

sabato 7 aprile 2007

Stare a Galla - Riassunto della Settimana (8-9)

Lunedì è stata una giornata come tante, al punto che non ho nemmeno sentito il bisogno di scrivere. Unica chicca della lezione, sul finale la Paola mi ha detto che se nella corsia in parte ci fosse stato il livello 1 anziché 2 mi avrebbe fatto passare di là. Poco male, dai... in fondo, allo zeromeno mi diverto, e poi se seguissi i corsi "seri" non avrei nulla di divertente da scrivere.

Giovedì è stata invece una giornata densa di eventi. Ci sono stati tamponamenti a catena sulla seconda corsia, a causa di noi ambientalisti (del livello “ambientamento”), dopo che la Paola ci ha messo a fare un nuovo esercizio “per rassodare le cosce”: in acqua alta, aggrappati al cordone segnacorsia, schiena dritta, sbattere le gambe e restare a galla. Detto così, tutto ok. Ma a quanto pare la cosa è più difficile di come possa sembrare. Dopo due minuti Pina si era arrotolata intorno al segnacorsia a mo’ di involtino e non la si riusciva a togliere da là; Piersilvio aveva le gambe un po' troppo sbilanciate in avanti, e scalciava quelli della seconda corsia ogni volta che passavano (una ragazza ha subito un trauma cranico); Concetta invece, birbantella cinquantenne, per saltare l’esercizio ha usato la sua mole rotondeggiante per fingersi una boa: si vedeva qualcosa galleggiare di qua e di là senza che nessuno capisse bene cosa fosse. Nel frattempo, con tutti noi appesi a spintonarsi per stare dritti, il segnacorsia si spostava sempre più avanti, al limite della sua estensione, verso l’interno, e nel giro di poco abbiamo ristretto la seconda corsia a circa la metà della sua larghezza. Quelli del livello 2 che arrivavano spediti a dorso o stile, dopo aver evitato i calci di Piersilvio, si trovavano, pochi metri più in là, davanti ad una sorta di imbuto: si schiantavano inevitabilmente contro il segnacorsia, affondavano, risalivano, tiravano due madonne e ripartivano, stando un po’ più sulla sinistra. Solo che nel frattempo quelli che erano partiti dopo di loro li avevano raggiunti e tamponati: si fermavano anche loro, affondavano, risalivano, tiravano due madonne e ripartivano, un po’ più sulla sinistra; quelli che tornavano in senso opposto, a questo punto, si trovavano davanti i compagni che arrivavano contromano, e si dovevano fermare pure loro e cambiare lato, cossicché tornavano a schiantarsi contro l’imbuto... Dopo cinque minuti è stato chiamato un vigile urbano a dirigere il traffico da bordo vasca, ché così non si poteva continuare. Paola a fine lezione ha dovuto pagare una multa di 56 euro per blocco preterintenzionale del traffico acquatico.

Alla fine della lezione si scopre che negli spogliatoi dei maschi qualcuno aveva aperto due abbaini, e la temperatura era scesa a -10°. L’impatto termico nell’entrare ha portato subito alle seguenti reazioni fisiologiche: 1) intirizzimento di capezzoli a livello pungiglione, e 2) riduzione dell’organo genitale alle dimensioni di un funghetto sottaceto. (Causa suddette reazioni, per la prima volta giovedì ho visto tutti fare la doccia in costume, pensa te.) In un angolo di spogliatoio c’era un bagnino immortalato in una posa michelangiolesca sotto uno strato di ghiaccio dello spessore di 7,5cm; è stato subito preso di peso e messo sotto il phon a scongelare. Sulla destra, un paio di eschimesi giunti lì chissà come cercavano di pescare qualcosa dalla canalina di scolo. Il Direttore, infine, è arrivato a chiudere gli abbaini, ma non prima di aver recuperato da una cabina una pizza Gegè surgelata e una vaschetta di gelato Valsoia, il ché mi ha fatto pensare che in questa storia degli abbaini aperti ci fosse lo zampino suo e della segretaria - che è intollerante al latte ma non può fare a meno del gelato.
E' sorto questa settimana un piccolo giallo: Basmati è scomparsa. Voci dicono che sia stata chiesta in sposa da un alieno del pianeta Sturk, e che lei abbia accettato (a quanto pare lui è di famiglia ricca). Altri credono che lei sia una aliena del pianeta Sturk, scesa sulla terra per indagare le nostre capacità mentali e acquatiche, e terminato il suo compito sia tornata al suo mondo. (In tal caso, credo che su Sturk si stiano facendo delle grasse risate su di noi...) Qualcuno, poco verosimilmente, dice che è semplicemente malata, o che ha avuto degli impegni, ma tali dicerie che non stanno né in cielo né in terra, e non vale la pena tenerle in considerazione.
Ah, nella seconda corsia c’è una ragazza nuova. È bellissima, ha la cuffia blu e due stupendi occhialini verdazzurro. Pensavo di provarci, che ne dite se lunedì mi presento da lei con un bel mazzo di piante acquatiche?

giovedì 29 marzo 2007

Stare a Galla – Riassunto della Settimana (6-7)

Lunedì (Tomo VI)
Concetta e Gianmaria non c’erano: lui era malato, l’ha preso quel virus intestinale che c’è in giro ultimamente (stai sul water un giorno intero e perdi 2 kg di peso, strano che su Viver Sani e Belli non lo propongano tra le diete per l’estate... tra parentesi, l'ho preso anch'io due giorni fa); lei, Concetta, in cura dallo psichiatra – pare che dalla Saletta dei Guardoni alcuni tifosi premurosi l’abbiano vista fare il cagnaccio e abbiano pensato che le fosse venuta una crisi isterica. Non c’era nemmeno Basmati, forse ricoverata pure lei, per farsi sistemare quella fastidiosa paresi ai muscoli delle guance che la fa sembrare una Iena Ridens con una paresi ai muscoli delle guance.
Fatto sta che c’eravamo soltanto io, Pina e Piersilvio e la Paola. Una lezione allitterativa, insomma. Non c’era nemmeno Assistente: ha superato l’esame di qualifica ed è salito al rango di Riccio di Mare Istruttore. Peccato, ci mancherà. E poi, per me resterà sempre Assistente.

Ora Paola fa iniziare sempre me con gli esercizi, credo perché le siano giunte voci (mia cugina) che mi annoio durante i tempi morti; così una volta fatto l’esercizio, mentre gli altri ci pensano e ci ripensano dieci volte prima di lanciarsi, io gironzolo per la piscina a pseudorso.
Abbiamo anche fatto un esercizio nuovo: i tuffi di testa. Cioè, ci lasciamo andare da inginocchiati sul bordo, mica chissà che. Io sono andato tranquillo al primo, e ho preso una spanciata fenomenale al secondo. Mi si è informicata anche l’etichetta del costume. Per Pina è stato lo stesso, anzi, ha preso due spanciate di seguito. Nel frattempo, la volenterosa Paola, in un eccesso di zelo, senza timore, ci ha mostrato cosa NON dobbiamo fare, e si è presa una spanciata storica. (La marina militare ha parlato poi di onde alte 1.5 m) Tutta la piscina si è voltata, e la povera ha invano cercato di spiegare di avere fatto apposta per mostrarci come NON si deve fare. No, ha subito lo scherno di tutti gli ex allievi, dei colleghi istruttori, delle signore dell'acquagym e pure di un vecchietto che raccoglieva lumache lì di fuori.
Tra me e Pina sta nascendo un bel botta e risposta di battute, ce la ridiamo un sacco.

Oggi (Libro VII)
Oggi il gruppo era al completo. Per Basmati a quanto pare non c’è stato niente da fare, la paresi le è rimasta tale e quale. Oggi indossava anche gli occhialini, e per un momento giuro che mi ha fatto paura.
Spaventi a parte, è stata una serata tranquilla, senza eventi eclatanti; l’unico brivido per molti è stato entrare in piscina dalla parte alta, quella dei grandi. E' stato bello tuffarsi senza sentire subito il fondo sotto i piedi, restare sospesi per un attimo... stare sott'acqua in fondo è un po' come volare - con molta umidità nell'aria.
Per il resto, nessuna novità, a parte che ho imparato (di nascosto) a fare le capriole sott’acqua. Ne ho fatte 5-6 di seguito mentre gli altri, a turno, facevano i pescecani da riporto a raccogliere il cerchietto giallo sul fondo, tra i piedi di Paola (piccola scoperta: non ha i piedi da hobbit come pensavo). Fatta l'ultima capriola non capivo più dov'ero: per tornare negli spogliatoi ho dovuto chiedere informazioni a una signora di passaggio.

Nota: in questi giorni sono stato molto preso con lo studio per un esame, per questo non ho scritto in modo costante. Oggi ho finalmente dato l'esame, e ora faccio un paio di giorni di meritato riposo...

a presto,
rb

sabato 24 marzo 2007

Stare a Galla 5 - Director's cut

Eccomi qui.
Dopo un meritato riposo torno a scrivervi, ora che le braccia non sono più molliccie come due salami appena insaccati, ora che le gambe mi reggerebbero se solo mi andasse di stare in piedi. (Ma preferisco stare seduto.)
Stamattina sono andato a nuotare con mia cugina. La mia prima volta da solo, in una piscina in cui non si tocca nemmeno in parte al bordo; da soli, io l'acqua e mia cugina, a macinare vasche su vasche a ranocchio, simildorso e altri stili inventati sul momento, tra cui la cimice ribaltata (posizione dorso, sbatti tutto quanto, anche le orecchie, e non vai avanti) e il koala (avvinghiato braccia e gambe a mia cugina). E' stata lei, mia cugina Nadia, a convincermi a iscrivermi al corso di nuoto. Siamo sempre stati la coppia imbranata per eccellenza. Al mare fingevamo di nuotare restando dove l'acqua era bassa, e dov'era alta non ci avventuravamo mai. In piscina ci sfidavamo a chi aveva coraggio abbastanza da mettere sotto la testa. Poi, due anni fa Nadia ha iniziato lo stesso corso che ora sto facendo io, ed ora scheggia come una piccola sirenetta imbalsamata. A forza di insistere, ha convinto anche me, ed eccomi qua a raccontarvi, puntata dopo puntata, la mia evoluzione da homo robertus a homo anfibius robertus.
Va detto, comunque, che con gli anni ho imparato a convivere con l'acqua un po' meglio di lei (ora è lei a insegnare a me). Anche prima di iniziare questo corso sapevo nuotare a ranocchio, stare a galla, anche se dopo cinque minuti le braccia e le gambe solitamente si ribellavano a quel compito ingrato cui le sottomettevo. Io menavo, menavo, e non andavo avanti. Insomma, nell'acqua ci vuole stile, ci vogliono le mosse giuste, sposti un dito e ti muovi più velocemente, ne sposti un altro e ti blocchi, è una cosa complicata. Anche per questo ho deciso di non imparare il nuoto da autodidatta come faccio con tutto il resto. Voglio impararlo bene. E poi, mica voglio annegare.
Comunque, la lezione di giovedì è stata mediocre. Ho fatto ridere il pubblico di colleghi nuotatori con una scivolata su dorso un po' troppo subacquea, e ho dato il peggio di me col cagnolino (lo insegnano per avvicinarci poco a poco allo stile); insomma, potevo dare un'impressione sbagliata, come di uno che non sa nuotare... (no, aspetta, in effetti...)
Dopo una lezione scandalosa, anche negli spogliatoi c'è stato un fattaccio. Mi stavo asciugando i capelli nell'accappatoio, quando mi volto ed ecco che di fronte a me c'è lui, nudo, appena uscito dalla doccia: un uomo chiamato cavallo. Si aggirava per lo spogliatoio con fare disinvolto e quel coso enorme tra le gambe, camminata ondeggiante alla Fonzie - che di conseguenza faceva sbattere il coso di qua e di là. Non appena la gente lo vedeva, iniziava a urlare e correre disperata per lo spogliatoio, saliva in piedi sulle panche o si richiudeva nelle cabine, terrorizzata. Io, quando me lo sono trovato davanti, credendo si trattasse di una mutazione genetica o di un boa costrictor fuggito da un terrarium, ho fatto un balzo indietro, mi sono riparato gli occhi con una mano e ho gridato: "Via! Via, mostro!" Per fortuna, a un tratto il Direttore della piscina gli ha rifilato da dietro una bastonata in testa. Cavallo è svenuto, crollato a terra; il Boa gli si è arrotolato silenzioso sul ventre. "Forza, due che mi aiutino a trascinare questo coso fuori di qui." ha detto il Direttore, mentre il resto di noi si avvicinava titubante a controllare che quella cosa fosse vera. Alcuni si guardavano incerti tra le gambe, poi tornavano a guardare il Boa, poi di nuovo si guardavano tra le gambe, e scuotevano la testa, increduli. Uno del corso settemmezzo stava per chiamare Studio Aperto, ma è stato fermato dal Direttore. "Dobbiamo liberarcene" ha detto. Cavallo è stato trascinato fuori da lui e altri quattro (4) energumeni, quindi, dopo aver fatto voltare la segretaria perché non vedesse tale mostruosità, il Direttore l'ha tagliato a pezzetti e gettato in pasto ai pesci piranha nell'acquario all'ingresso. Ne avranno da mangiare per un mese.
Lunedì in piscina mi porto uno spray antiaggressione, non si sa mai.

giovedì 22 marzo 2007

Stare a Galla - Comunicazione dalla Regia

A causa della momentanee difficoltà motorie del sottoscritto - che fatica a tenere le braccia alzate - le trasmissioni per la serata sono rimandate a data da stabilirsi. Ci scusiamo per il disagio con i fedeli lettori e li invitiamo ad approfittare di questo temporaneo disguido per dare un'occhiata ai vecchi post ancora non letti.
Arrivederci e grazie.

lunedì 19 marzo 2007

Stare a Galla - Quarto Episodio

Sono arrivato in piscina in macchina, faceva troppo freddo per pedalare. Sono partito da casa con largo anticipo, pensando che mi sarei riscaldato negli spogliatoi, in un modo o nell'altro. Quando sono arrivato ero così in anticipo che non c'era quasi nessuno, così mi sono cambiato con calma. Poi, mentre sistemavo i miei vestiti sugli appendiabiti, è arrivata dalla piscina una mandria imbufalita e bagnaticcia di ragazzini, che hanno invaso le cabine, le panche, le docce e i bagni. Un paio di quelli si è dovuto cambiare appeso ai lampadari, un altro sul fasciatoio che sta nell'angolo, uno è stato chiuso dai compagni in una cassetta di sicurezza e obbligato a cantare a mo' di jukebox per pochi spiccioli; insomma non c'era più pace. Per evitare di essere aggredito, scuoiato e usato come salvietta, sono uscito dallo spogliatoio ed entrato in piscina. E là chi mi ritrovo, a fare la bandiera senza di me? Tutti quanti! Gianmaria e Piersilvio mi hanno guardato arrivare e si son messi a ridere, e "via! via! sei arrivato in ritardo, non ti vogliamo!" dicevano. Ma come? Eppure ero partito con largo anticipo...
C'era anche una signora nuova, stasera. Stava accanto a me, e faceva la bandiera con una mano sola: una avanzata? No, con l'altra mano mandava i bacini e salutava il suo bambino di tre anni, che la guardava annaspare dalla Saletta dei Curiosi, là dietro la vetrata. Da come salutava e ammiccava, all'inizio pensai ci stesse provando con una di quelle che fanno acquagym lì di fronte, poi ho notato il putto col naso schiacciato contro il vetro e ho capito. La signora in questione è una versione più magra e più giovane di Concetta: si muovono allo stesso modo, hanno il costume dello stesso colore, lo stesso sorriso giallognolo.
A proposito di Concetta, credo abbia poteri sovrannaturali. Ovunque ti volti te la ritrovi davanti: è lì che cerca di nuotare da sola, con quello stile tra il cagnolino e il ranocchio che chiamerò per convenzione il cagnocchio. Peccato per lei che non rientri tra gli stili olimpionici, il cagnocchio, la vedreste sul podio. Comunque è da elogiare per i suoi tentativi di indipendenza acquatica. E pure per il dono dell'ubiquità: te la ritrovi veramente dappertutto.
Col fatto che si è aggiunta una signora nuova (ma diamo un nome anche a lei, suvvia: la chiamerò Basmati, perché ride sempre) gli esercizi richiedono più tempo. Così stasera io e Gianmaria, che siamo indubbiamente a un livello più elevato, aspettando il nostro turno per fare le scivolate di dorso, ci siamo allontanati e abbiamo iniziato di nascosto a fare i tuffi subacquei, cercando di toccare il fondo con la pancia. Quando Paola se n'è accorta, dopo averci fatto fare le scivolate come agli altri (avevamo già saltato un turno) ha detto ad Assistente di prenderci in disparte e farci fare i tuffi subacquei. E così, finalmente, il talento mio e di Gianmaria è stato riconosciuto. Stiamo per evolverci al livello zero più, me lo sento. Sento che tra qualche lezione ci giungerà una chiamata dall'alto, dovremo presentarci al cospetto di un fantozziano megadirettore galattico in bikini che ci investirà del titolo di Provetti Nuotatori. E poi via, verso nuove corsie... O forse no, forse il mio destino è di rimanere per sempre al livello zero meno... Continuerò di tre mesi in tre mesi con la bandiera e la bandiera capovolta e la respirazione col naso, e il mio unico sfogo sarà fare i tuffi subacquei di nascosto, alle spalle dell'eterna Paola... invecchieremo insieme, io e Paola... Dio mio! Ci ritroveremo soli io e lei, settantenni rugosi e rachitici nella piscina dei piccoli, la Paola avrà ormai perso la freschezza dei vent'anni, avrà la pelle macchiata dei vecchi, le gambe pelose sopra quei due piedi da hobbit, e io sarò là aggrappato al bordo che cercherò di tenere il più orizzontale possibile la mia gamba artificiale, e non mi servirà la cuffia - avrò più peli nelle orecchie che capelli - e dovrò inseguire quella dannata dentiera per tutta la vasca, e l'unico stile che saprò fare sarà un misero cagnocchio di concettiana memoria... oh mio Dio...
Eppure... eppure stasera Assistente mi ha anche dato dei consigli in privato, dei consigli avanzati, perché "tu sei a un livello più alto degli altri", si, ha detto così, proprio così...
Che ci stesse solo provando?

giovedì 15 marzo 2007

Stare a Galla - Terza Parte

Sono partito da casa in ritardo, e non so bene come mai sono arrivato in piscina prima del solito. È evidente che le altre volte ero ancora più in ritardo di quanto pensassi. Comunque, eviterei anche di dirvi tutto questo se non fosse che stasera, col fatto di arrivare prima che gli altri fossero già in acqua, ho fatto una piacevole scoperta: la Paola no ha le gambe pelose da scimpanzé. Anzi, ha due belle gambe, e più sopra nasconde un six pack di addominali mica male. Rimane da verificare se in fondo alle gambe da modella porti un paio di piedi da hobbit, ché stasera mi sono scordato di controllare.
Stavolta sono andato in piscina in bicicletta, tutto trafelato, e deve avermi fatto bene perché in acqua ero come nuovo. Le gambe non hanno avuto cedimenti di alcun genere, anzi, ho addirittura raggiunto un livello quasi decente nella bandiera, e livelli stratosferici con la bandiera capovolta. Ogni tanto piegavo la testa a guardarmi i piedi, non mi sembrava vero che le gambe stessero veramente su, orizzontali come una tavola da surf. Credo di aver capito quale era il mio problema. Innanzitutto, mi ci vuole un po’ di riscaldamento. Ovvio, direte voi, potevi pensarci prima anche le altre volte. Ma chi lo sapeva che al corso zero meno ti facessero menare le gambe a quel modo? Io pensavo mi facessero far il pescecane da riporto, tipo “ti lancio un osso di piombo e ti tuffi sott’acqua a riprenderlo”. La bandiera non me l’aspettavo. Al di là di questo, sto imparando a non tenere le gambe rigide come quelle del Big Jim, ora quando muovo le gambe fingo mentalmente di essere una alga che la corrente del fiume fa ondeggiare sinuosamente a filo d’acqua. Insomma, sembro un frocio, ma rimango a galla. Muovo le gambe facendo partire il movimento dalle anche, insieme a tutto il resto del corpo, e ondeggio al punto che dopo un po' devo reggermi forte al bordo per evitare di girare su me stesso come la punta di un trapano.

Assistente - il riccio di mare - oggi è stato molto attivo. Faceva cenni di assenso di qua, elargiva consigli di là, accompagnava Concetta e altri con la nuotata a dorso. Ha dovuto spiegarmi tre volte un esercizio di apnea perché avevo le orecchie tappate, e perché mentre spiegava teneva la bocca per metà sott’acqua.
Ho notato che una ragazza molto carina della seconda corsia lanciava delle occhiate voraci a Gianmaria. Buon per lui, ma non è il solo a far conquiste: una signora in età senile avanzata, che se ne stava seduta in un angolo accanto agli attrezzi, mi ha fissato per tutta la sera, con lo sguardo indagatore, le palpebre abbassate per focalizzare meglio l’attenzione su di me. O così credevo. In realtà, a un certo punto un bagnino è andato a svegliarla e l’ha accompagnata fuori.
Pina ha trovato la sua vocazione. È una tuffatrice. Abbiamo fatto un esercizio nuovo: mettersi in piedi a bordo vasca e buttarsi in acqua, sempre in piedi. Vale a dire, quello che faccio io da una vita per entrare in piscina. Ma non è un esercizio inutile: serve a superare la paura dell'impatto con l'acqua. Pina, Piersilvio e Concetta hanno avuto problemi, inizialmente. Ma dopo il primo tuffo Pina si è eccitata come una bambina al parco acquatico. È risalita subito dalla scaletta, e prima ancora che Concetta trovasse il coraggio per tuffarsi… SPLASH! si è buttata di nuovo in acqua. Poi ha alzato la testa verso l’amica titubante con l’aria della sorellina maggiore che non ha paura di niente, ha alzato le mani come a dire “che vuoi che sia, stupidina”, le ha dato qualche parola di incoraggiamento, al ché pure Concetta si è lanciata nel vuoto.

Ora, una nota dolente. Un energumeno del corso cinque, durante una virata, ha tolto un occhio a un bagnino, che era appena sceso in piscina per insegnare la bracciata a una sua allieva. Energumeno ha colpito l’occhio del malcapitato con un pollice dall’unghia particolarmente affilata – sarà un chitarrista – e l’occhio è stato visto schizzare fino alla corsia centrale, dove è rimasto a galla per un po’ prima di andare a fondo. Bagnino e il suo occhio sono stati portati d’urgenza alla più vicina clinica veterinaria. L'intero staff è in preghiera per la riuscita dell'intervento di ricucitura.

lunedì 12 marzo 2007

Stare a Galla - Capitolo Secondo

Stasera l'acido lattico mi è arrivato fino alle doppie punte dei capelli. Scrivo queste parole con le braccia molli abbandonate sulla scrivania, cerco di limitare al minimo indispensabile i movimenti delle dita sui tasti. La testa mi pende dal collo: voi non mi vedete, ma sto fissando il pavimento in mezzo alle gambe. Troppo sforzo alzare la testa.
Dopo due minuti di orologio ero morto. Come la volta scorsa, la (d)istruttrice Paola ci ha fatto iniziare con quell'esercizio che chiamerò la bandiera, ovvero aggrappati al bordo, sbattere le gambe e stare orizzontali. Per sapere come me la cavo con la bandiera e con la bandiera capovolta (devo davvero stare a spiegarvi cos'è?) andatevi a leggere il primo capitolo di questa saga horror, tanto il risultato non cambia. Beh, sta di fatto che dopo i primi due esercizi le mie gambe hanno deciso di scioperare, e per tutta la prima parte della lezione ho dato il peggio di me. Ho anche dovuto subire lo scherno di Paola, che mi ha chiesto che lavoro faccio ("Lo studente" "Ah, per questo le gambe così deboli") e poi mi ha detto di stare di meno sui libri. Ho cercato di spiegarle che le gambe ce le avevo buone una volta, che c'è stato un tempo in cui correvo tutti i giorni, tutto il giorno, senza sosta; ma da quei tempi gloriosi sono passati più di vent'anni, e ora sono un po' fuori forma.
Comunque, dopo un po' di riscaldamento ho ripreso a menare i piedi (sempre con cautela), e ci sono stati progressi. Sono indubbiamente il migliore nelle immersioni: anche Gianmaria, che è il più in forma di tutti, non riesce ad andare sotto come si deve quando facciamo i lanci subacquei (a dirlo così suona molto figo, il sostanza ci lanciamo in avanti andando sotto con la testa). Al massimo scende di un mezzo metro. Io arrivo a toccare il fondo con le mani. O meglio, vado giù finché mi frantumo tutte le volte un paio di dita contro il fondo, poi torno a galla. (Considerate che non portiamo gli occhialini, quindi tutto ciò che succede sott'acqua è un mistero. Per quanto ne so, la Paola potrebbe avere due gambe pelose da scimpanzè e due piedi da hobbit.) Ma il progresso vero e proprio è stato un altro: abbiamo raggiunto la metà profonda della piscina. Ebbene si, abbiamo raggiunto il mondo dei grandi. E' stato come entrare in una nuova dimensione, in cui le difficoltà si moltiplicano, le paure si fanno più intense, insomma si inizia a divertirsi. Certo, non la pensavano così Piersilvio e Pina. Giunti laggiù, al primo ci sono voluti cinque minuti per decidersi a staccarsi dal bordo, dare le mani a Paola e farsi riaccompagnare "nuotando" nel mondo dei piccoli. Pina è messa ancora peggio. A dire la verità, credo sia ancora là aggrappata a bordo vasca. Poco male, la ritroveremo giovedì comunque. In fondo Pina è una sorta di "Barbie nuotatrice" (con qualche ruga e chilo in più): le giri una rotella dietro la schiena e inizia a menare le gambe a velocità supersonica, ma il resto del corpo è un blocco unico, duro come il marmo, e l'espressione non è quella sorridente della bambola, è più tirata, ha l'aria terrorizzata - e terrificante - di una zucca di halloween. Inoltre è capace di evoluzioni da contorsionista pur di tenere la testa fuori dall'acqua. Quando Paola le dice di tenere le spalle più basse, ecco che le spalle spariscono magicamente sott'acqua, ma la testa rimane dov'è, mezzo metro di fuori, la schiena le si inarca come a una gatta arrabbiata, e in volto l'aria si fa ancora più seria. L'ho vista anche allungare telescopicamente il collo più di una volta.
Oggi Paola aveva anche un assistente, pensate che professionalità; trattasi di un ragazzo che si chiama Assistente, che è rimasto tutta la sera fermo con mezzo busto fuori dall'acqua a tremare come una foglia, con la pelle d'oca alta una spanna (pareva un riccio di mare). Ogni tanto si avvicinava alla spaesata Pina, e le diceva "un po' meglio, eh!" ma non ci credeva nemmeno lui. Assistente ci osservava, ci studiava, e riferiva i nostri progressi a una donna dalla forma sferica appollaiata a bordo vasca. Ho raccolto i seguenti commenti: su Pina: "questa è un osso duro"; su Concetta: "quella invece no"; su Piersilvio: "non so bene cosa pensare"; i commenti su di me e su Gianmaria mi sono sfuggiti, ma posso immaginarli: su Gianmaria: "Se la cava bene"; su di me: "E' bellissimo, simpatico, amante della natura, altruista e romantico. Cerca compagna per piacevoli momenti in spensieratezza e libertà".
Il ragazzo ha occhio, l'ho visto subito.
Beh, alla fine la fatica dà i suoi frutti. Stanotte dormo come un ghiro, scommettiamo?

giovedì 8 marzo 2007

Stare a Galla - Prima Puntata

L'istruttrice si chiama Paola e ha gli occhi in tinta con l'acqua della piscina. Insieme a me, al livello zero meno, tentano di affogare due ragazzi - Piersilvio e Gianmaria - e due signore attempate - Pina e Concetta.
Primo esercizio: tenersi al bordo e alzare le gambe all'indietro, poi sbattere i piedi cercando di tenere il corpo orizzontale. (Prima bisogna entrare in acqua, mi raccomando, o ci si fa del male.) Risultato: è impossibile. I piedi vanno giù, non c'è niente da fare. Ho cercato di spiegare alla Paola che non è colpa mia: è la legge di gravità, è la natura, e non si può sfidare la natura perché è un peccato mortale. Lei insiste: Batti più forte le gambe, il movimento parte dalle anche, dice, e mi tocca le cosce.
Secondo esercizio: lo stesso ma al contrario, appoggiati con la schiena alla corda che separa le corsie, e di nuovo alzare le gambe e cercare di tenerle su. Risultato: improponibile. A meno che non faccio il contrario di quello che vuole la Paola: se faccio la bicicletta le gambe stanno su, se le raddrizzo come vuole lei e faccio il piede da ballerina ottengo solo i primi crampi della serata.
Seguono a questi due esercizi elementari un "in apnea tenendosi alla scaletta" per la quale l'istruttrice mi fa i complimenti e mi chiede se non ho già seguito qualche corso per essere così disinvolto (aspetta a parlare, le dico io), e una serie di spinte con pseudonuotata - accompagnati e sorretti dall'onnipresente Paola - con le braccia in avanti e i piedi che martellano come pistoni di una Porsche in folle.
Intramezzo: spogliarello sui trampolini dei quattro istruttori, sulle note di YMCA. Uno di quelli ha persino azzardato un Full Monty, mostrando pezzi di chiappa sparsi e un angolo di pelo pubico. La folla in delirio; Pina e Concetta, entusiaste, hanno preso a stare a galla con più foga. Delle due, Concetta è la più brava, la vedo già lanciata verso il livello zero più. Pina invece è praticamente idrofoba, ma non morde.
I due ragazzi sono la versione giovane e pelosa delle due signore: Gianmaria se la cava egregiamente, Piersilvio è idrorepellente ma simpatico.
Io sto in una via di mezzo, non sono né carne né pesce. Anche perché se fossi pesce sarebbe troppo facile.

Notizia folkloristica: una signora del livello sette e mezzo si è incagliata sulla scaletta. Quando me ne sono andato la guardia costiera stava ancora cercando di riportarla alla libertà.