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mercoledì 6 agosto 2008

Foche da Spiaggia: L'alba dei morti viventi

A grande richiesta, Foche da Spiaggia prende il via. Pur essendo un sequel, avrà una forma diversa da Stare a Galla. Post più brevi, innanzitutto, e poi... beh, potrei anche stare qui a spiegarvi cosa ci sarà di diverso e perché, ma non serve a nessuno, basta leggere. Qui sotto, proprio qui sotto, per cominciare...


L'alba dei morti viventi

Era una notte buia e basta.
Quando si va al mare si parte la mattina presto, che così non c’è coda. Lo sanno tutti.”
Appunto. Lo sanno tutti. Così, tu che sei di Brescia provincia, ti svegli alle quattro per passare prima delle sei la barriera di Mestre, che se no arrivano i camion, e scopri che a Milano si sono svegliati alle due per lo stesso motivo, apposta per incontrarsi con te lì così, in quel pezzo di autostrada, fianco a fianco, che se guardi dal finestrino puoi vedere la figlia di dieci anni addormentata sul sedile posteriore, con la bocca semiaperta e un filo di bava che scende dall’angolo, e la moglie addormentata sul sedile di fianco, con la bocca spalancata e un filo di bava che scende dal collo, e il marito col naso schiacciato sul volante, pure lui addormentato, che cerca di tenersi sveglio canticchiando ogni tanto un ritornello, ma non c’è verso, quel filo di bava che scende ce l’ha pure lui. Ogni tanto si volta verso di te, ti guarda stralunato che pare uno zombie anni ’80, e cosa vede? te e la morosa addormentati, tu col naso sul volante, lei con la bava alla bocca... In momenti come questi ti rendi conto che tutto il mondo è paese.
Per riprenderti, metti in folle e ti bevi un caffè caldo dal thermos preparato dalla suocera*. Ti volti dall’altra parte, assonnato: alla tua destra, su una Punto rossa, un tizio sta bevendo caffè caldo da un thermos e ti guarda assonnato…


*licenza poetica.

Prossimamente: Foche da Spiaggia - Venerdì 17

J.K.

sabato 9 giugno 2007

Roma, Roma

Dicono: Roma, Roma.
Io a Roma ci son stato un paio di volte, così per caso. Interessante, per carità, ma ha qualcosa, non saprei, ha un po’ l’aria di quelle persone che sanno di essere importanti. Pare che ti dica, a te che te ne vai a zonzo un po’ così, facendo l’interessato ma non troppo, ecco pare che ti dica: “Guardami, Turista! È inutile che fai finta di non pensarci, sei nel bel mezzo della storia e lo sai! Io sono la Storia! In quella via, sì, proprio lì dove sta pisciando quel bastardo d’un cane, vedi? Lì ci giocavano a dadi Tizio, Caio e Sempronio, e a volte ci trovavi pure Mevio, quando litigava con la moglie. Capisci? Pensaci. Quella roba che studi sui libri, ragazzo, io l’ho vista con i miei occhi, è successa qui, queste mura, queste strade – e sono le mie - l’hanno vissuta… io c’ero…”
Ok, ok, rendiamone atto, c’è un sacco di storia sepolta sotto quel piscio di cane. Ma… quell’aria vanitosa? È proprio necessaria? Sia chiaro, non parlo dei romani, parlo della città. Di romani ne conosco solo una manciata, e son tutti brava gente. Simpatici, alla buona, per quanto ne sappia. E poi via, di gente con la puzza sotto il naso ce n’è pure al mio paese – gente che di fori conosce solo quelli nell’asfalto.
Ma forse mi sbaglio, forse è proprio questo il bello di Roma: la sua superbia, e quella grandiosità nascosta sotto la calce che non si può non riconoscere. E forse, a voler ben vedere, Roma fa tanto la grande perché si sente invecchiata, perché si rende conto lei stessa di non essere più quella di una volta. Come una bella donna che, invecchiata, non fa più voltare la testa ai giovanotti, lei rimane lì, e pretende – finge con se stessa – di essere ancora il centro del mondo. Continua a fare la prima donna, per così dire.

Dicono: Roma, Roma.
Mah. Poi ha il difetto di esser troppo grande, uno che lavora deve visitarla a puntate oppure andarci durante le ferie estive, ma in quel caso finisce per sciogliersi sul marciapiede già dalla prima mattinata; se è abituato al caldo e scampa fino a sera, se riesce ad arrivare in albergo – stremato dalle lunghe passeggiate tra un monumento e l’altro – muore comunque per la puzza di piedi del figlio non appena quello si toglie le scarpe da ginnastica.

Io preferisco Firenze, o Venezia. Vorrei tanto visitare le Marche: Urbino, Pesaro... Magari quest’estate, se non vado in Russia o in Polonia, mi faccio un mezzo giro del centro Italia.

E voi? Le vostre città italiane preferite?