- Hai letto che bella notizia? Finalmente siamo amici di Gheddafi!
- Ma Gheddafi è un dittatore. Perché dovrei essere suo amico?
- Che te frega se è dittatore. Per il petrolio ci fa comodo. Vedi che Berlusconi alla fine ci sa fare?
- Mah. A me questa cosa del petrolio lascia un po' così. Non è meglio puntare su altro, su qualcosa di più pulito e casalingo?
- Beh, il Presidente ha pensato anche a questo. Torneremo al nucleare.
- Ecco, sì, appunto. Qualcosa di meno pericoloso magari?
- E insomma, quante pretese. Chi si accontenta, gode.
- O muore. E il solare?
- Troppo costoso.
- Cinque centrali nucleari costano forse di meno?
- No, ma producono più.
- Certo, più di quanta ce ne serva. E sarà fruibile fra quindici anni. E nel frattempo? E i rifiuti tossici e radioattivi dove li metteremo?
- Pagheremo altri paesi perché ce li smaltiscano. Che ne so.
- Ma allora ci costerà più del petrolio, che razza di investimento è?
- Senti, hai rotto con tutte 'ste domande. Berlusconi fa solo ed esclusivamente gli interessi degli italiani, dovresti saperlo. Lui lo dice sempre.
- Sì sì. Ma con il lodo Alfano e con le intercettazioni che c'entrano gli italiani?
- Basta con ste domande! Discutere con te è inutile. Se non ti piace il suo metodo, allora cambia cittadinanza.
- Eh, quasi quasi.
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giovedì 11 giugno 2009
lunedì 18 maggio 2009
Io sto con gli immigrati.
Sono affascinato dalla Lega Nord. Non lo dico con ironia, lo sono davvero, nel profondo. Davanti alla Lega mi sento come un bambino davanti a un leone, come un biologo che scopre una specie rara, come un poeta di fronte alla sua musa. Affascinato e spaventato.
Stamattina uscivo in bicicletta per un giro di volantini (attivismo politico). Girando l’angolo mi imbatto nella consueta serie di cartelloni elettorali che colora le città in vista delle elezioni: “Tizio Sindaco di tutti”, “Caio per il Paese”, “Votate Sempronio”, e… Toro Seduto. No, non lo dico per fare un nome a caso (in quel caso avrei usato Mevio). No, era proprio lui, Toro Seduto. O forse era Geronimo? Poco importa, chiamiamolo Indiano Incazzato e basta. Eccolo, in mezzo ai volti conosciuti – e meno – degli aspiranti sindaci, Indiano Incazzato, con tanto di piume sulla testa e quell’aria pensierosa, quasi malinconica dell’indiano che ha perso la guerra. E ha ragione ad esser malinconico: è confinato da tempo su un cartellone della Lega, a fianco di uno slogan che vuole essere convincente, ma l’unica cosa di cui ha convinto me è che l’ignoranza non ha limiti. Lo slogan recita così: “Loro hanno subito l’immigrazione. Ora vivono nelle riserve! Pensaci”.
Pensaci? Ebbene ci ho pensato, e a tutti i leghisti dico: ignoranti, dozzinali, stupidi, e di nuovo ignoranti.
Spero che qualche simpatizzante leghista veda questo cartello (e altri simili: c’è la serie, come le figurine) e sia abbastanza intelligente da scuotere la testa. E torni a casa a riflettere sul credo politico che sta abbracciando. Perché questo cartello non è la gaffe di un singolo autore, sarebbe troppo facile pensarla così. Questo slogan è stato studiato a tavolino, pensato, ripensato e corretto prima di essere stampato. È emblema di un pensiero, del tuo pensiero, caro leghista. Sarai laureato, imprenditore, professore, sarai quello che vuoi ma abbracci un pensiero ottuso e limitato. Ne sei fiero?
RB,
fiero di non essere leghista.
Stamattina uscivo in bicicletta per un giro di volantini (attivismo politico). Girando l’angolo mi imbatto nella consueta serie di cartelloni elettorali che colora le città in vista delle elezioni: “Tizio Sindaco di tutti”, “Caio per il Paese”, “Votate Sempronio”, e… Toro Seduto. No, non lo dico per fare un nome a caso (in quel caso avrei usato Mevio). No, era proprio lui, Toro Seduto. O forse era Geronimo? Poco importa, chiamiamolo Indiano Incazzato e basta. Eccolo, in mezzo ai volti conosciuti – e meno – degli aspiranti sindaci, Indiano Incazzato, con tanto di piume sulla testa e quell’aria pensierosa, quasi malinconica dell’indiano che ha perso la guerra. E ha ragione ad esser malinconico: è confinato da tempo su un cartellone della Lega, a fianco di uno slogan che vuole essere convincente, ma l’unica cosa di cui ha convinto me è che l’ignoranza non ha limiti. Lo slogan recita così: “Loro hanno subito l’immigrazione. Ora vivono nelle riserve! Pensaci”.
Pensaci? Ebbene ci ho pensato, e a tutti i leghisti dico: ignoranti, dozzinali, stupidi, e di nuovo ignoranti.
Spero che qualche simpatizzante leghista veda questo cartello (e altri simili: c’è la serie, come le figurine) e sia abbastanza intelligente da scuotere la testa. E torni a casa a riflettere sul credo politico che sta abbracciando. Perché questo cartello non è la gaffe di un singolo autore, sarebbe troppo facile pensarla così. Questo slogan è stato studiato a tavolino, pensato, ripensato e corretto prima di essere stampato. È emblema di un pensiero, del tuo pensiero, caro leghista. Sarai laureato, imprenditore, professore, sarai quello che vuoi ma abbracci un pensiero ottuso e limitato. Ne sei fiero?
RB,
fiero di non essere leghista.
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