Dopo un meritato riposo torno a scrivervi, ora che le braccia non sono più molliccie come due salami appena insaccati, ora che le gambe mi reggerebbero se solo mi andasse di stare in piedi. (Ma preferisco stare seduto.)
Stamattina sono andato a nuotare con mia cugina. La mia prima volta da solo, in una piscina in cui non si tocca nemmeno in parte al bordo; da soli, io l'acqua e mia cugina, a macinare vasche su vasche a ranocchio, simildorso e altri stili inventati sul momento, tra cui la cimice ribaltata (posizione dorso, sbatti tutto quanto, anche le orecchie, e non vai avanti) e il koala (avvinghiato braccia e gambe a mia cugina). E' stata lei, mia cugina Nadia, a convincermi a iscrivermi al corso di nuoto. Siamo sempre stati la coppia imbranata per eccellenza. Al mare fingevamo di nuotare restando dove l'acqua era bassa, e dov'era alta non ci avventuravamo mai. In piscina ci sfidavamo a chi aveva coraggio abbastanza da mettere sotto la testa. Poi, due anni fa Nadia ha iniziato lo stesso corso che ora sto facendo io, ed ora scheggia come una piccola sirenetta imbalsamata. A forza di insistere, ha convinto anche me, ed eccomi qua a raccontarvi, puntata dopo puntata, la mia evoluzione da homo robertus a homo anfibius robertus.
Va detto, comunque, che con gli anni ho imparato a convivere con l'acqua un po' meglio di lei (ora è lei a insegnare a me). Anche prima di iniziare questo corso sapevo nuotare a ranocchio, stare a galla, anche se dopo cinque minuti le braccia e le gambe solitamente si ribellavano a quel compito ingrato cui le sottomettevo. Io menavo, menavo, e non andavo avanti. Insomma, nell'acqua ci vuole stile, ci vogliono le mosse giuste, sposti un dito e ti muovi più velocemente, ne sposti un altro e ti blocchi, è una cosa complicata. Anche per questo ho deciso di non imparare il nuoto da autodidatta come faccio con tutto il resto. Voglio impararlo bene. E poi, mica voglio annegare.
Comunque, la lezione di giovedì è stata mediocre. Ho fatto ridere il pubblico di colleghi nuotatori con una scivolata su dorso un po' troppo subacquea, e ho dato il peggio di me col cagnolino (lo insegnano per avvicinarci poco a poco allo stile); insomma, potevo dare un'impressione sbagliata, come di uno che non sa nuotare... (no, aspetta, in effetti...)
Dopo una lezione scandalosa, anche negli spogliatoi c'è stato un fattaccio. Mi stavo asciugando i capelli nell'accappatoio, quando mi volto ed ecco che di fronte a me c'è lui, nudo, appena uscito dalla doccia: un uomo chiamato cavallo. Si aggirava per lo spogliatoio con fare disinvolto e quel coso enorme tra le gambe, camminata ondeggiante alla Fonzie - che di conseguenza faceva sbattere il coso di qua e di là. Non appena la gente lo vedeva, iniziava a urlare e correre disperata per lo spogliatoio, saliva in piedi sulle panche o si richiudeva nelle cabine, terrorizzata. Io, quando me lo sono trovato davanti, credendo si trattasse di una mutazione genetica o di un boa costrictor fuggito da un terrarium, ho fatto un balzo indietro, mi sono riparato gli occhi con una mano e ho gridato: "Via! Via, mostro!" Per fortuna, a un tratto il Direttore della piscina gli ha rifilato da dietro una bastonata in testa. Cavallo è svenuto, crollato a terra; il Boa gli si è arrotolato silenzioso sul ventre. "Forza, due che mi aiutino a trascinare questo coso fuori di qui." ha detto il Direttore, mentre il resto di noi si avvicinava titubante a controllare che quella cosa fosse vera. Alcuni si guardavano incerti tra le gambe, poi tornavano a guardare il Boa, poi di nuovo si guardavano tra le gambe, e scuotevano la testa, increduli. Uno del corso settemmezzo stava per chiamare Studio Aperto, ma è stato fermato dal Direttore. "Dobbiamo liberarcene" ha detto. Cavallo è stato trascinato fuori da lui e altri quattro (4) energumeni, quindi, dopo aver fatto voltare la segretaria perché non vedesse tale mostruosità, il Direttore l'ha tagliato a pezzetti e gettato in pasto ai pesci piranha nell'acquario all'ingresso. Ne avranno da mangiare per un mese.
Lunedì in piscina mi porto uno spray antiaggressione, non si sa mai.
5 commenti:
A proposito di tali fenomeni naturali, consiglio la lettura di "Olive comprese" di Andrea Vitali... e pazienza se gli intellettuali arricceranno il naso!
Monica
Storia antimaschile, non mi piace.
Anzi, a dire la verità mi fa
letteralmente vomitare.. forse non
ho colto il senso ma credo che spray antiaggressione siano
più utili nei confronti di
gente che scrive storie simili.
La ridicolizzazione del maschile,avete rotto il cazzo con questo genere di cultura.
Povero Anonimo, spero tu non ti sia vomitato sulle scarpe. O peggio ancora sulla tastiera dei pc, perché poi ripulirla è un casino. Hai ragione nel tuo terzo intervento a dire che ho ridicolizzato il maschile, l'ho fatto qui e altrove; così come ho fatto per il femminile in altre sedi, così come ho ridicolizzato me stesso un po' ovunque, e le istituzioni qua e là, e mia nonna, e mio padre. Questo è un blog di ironico, comico e ridicolo.
In ogni caso, se non ti piace "questo genere di cultura" contemporanea e attuale, ti sconsiglio vivamente di leggere le opere principali di Pope, Rochester, Rabelais, Joyce e altri mille autori da strapazzo che di certo avrai sentito nominare in qualche bar infimo. Non fanno altro che ridicolizzare il sesso. Puah!
Posta un commento