Dicono: Roma, Roma.
Io a Roma ci son stato un paio di volte, così per caso. Interessante, per carità, ma ha qualcosa, non saprei, ha un po’ l’aria di quelle persone che sanno di essere importanti. Pare che ti dica, a te che te ne vai a zonzo un po’ così, facendo l’interessato ma non troppo, ecco pare che ti dica: “Guardami, Turista! È inutile che fai finta di non pensarci, sei nel bel mezzo della storia e lo sai! Io sono la Storia! In quella via, sì, proprio lì dove sta pisciando quel bastardo d’un cane, vedi? Lì ci giocavano a dadi Tizio, Caio e Sempronio, e a volte ci trovavi pure Mevio, quando litigava con la moglie. Capisci? Pensaci. Quella roba che studi sui libri, ragazzo, io l’ho vista con i miei occhi, è successa qui, queste mura, queste strade – e sono le mie - l’hanno vissuta… io c’ero…”
Ok, ok, rendiamone atto, c’è un sacco di storia sepolta sotto quel piscio di cane. Ma… quell’aria vanitosa? È proprio necessaria? Sia chiaro, non parlo dei romani, parlo della città. Di romani ne conosco solo una manciata, e son tutti brava gente. Simpatici, alla buona, per quanto ne sappia. E poi via, di gente con la puzza sotto il naso ce n’è pure al mio paese – gente che di fori conosce solo quelli nell’asfalto.
Ma forse mi sbaglio, forse è proprio questo il bello di Roma: la sua superbia, e quella grandiosità nascosta sotto la calce che non si può non riconoscere. E forse, a voler ben vedere, Roma fa tanto la grande perché si sente invecchiata, perché si rende conto lei stessa di non essere più quella di una volta. Come una bella donna che, invecchiata, non fa più voltare la testa ai giovanotti, lei rimane lì, e pretende – finge con se stessa – di essere ancora il centro del mondo. Continua a fare la prima donna, per così dire.
Dicono: Roma, Roma.
Mah. Poi ha il difetto di esser troppo grande, uno che lavora deve visitarla a puntate oppure andarci durante le ferie estive, ma in quel caso finisce per sciogliersi sul marciapiede già dalla prima mattinata; se è abituato al caldo e scampa fino a sera, se riesce ad arrivare in albergo – stremato dalle lunghe passeggiate tra un monumento e l’altro – muore comunque per la puzza di piedi del figlio non appena quello si toglie le scarpe da ginnastica.
Io preferisco Firenze, o Venezia. Vorrei tanto visitare le Marche: Urbino, Pesaro... Magari quest’estate, se non vado in Russia o in Polonia, mi faccio un mezzo giro del centro Italia.
E voi? Le vostre città italiane preferite?
Io a Roma ci son stato un paio di volte, così per caso. Interessante, per carità, ma ha qualcosa, non saprei, ha un po’ l’aria di quelle persone che sanno di essere importanti. Pare che ti dica, a te che te ne vai a zonzo un po’ così, facendo l’interessato ma non troppo, ecco pare che ti dica: “Guardami, Turista! È inutile che fai finta di non pensarci, sei nel bel mezzo della storia e lo sai! Io sono la Storia! In quella via, sì, proprio lì dove sta pisciando quel bastardo d’un cane, vedi? Lì ci giocavano a dadi Tizio, Caio e Sempronio, e a volte ci trovavi pure Mevio, quando litigava con la moglie. Capisci? Pensaci. Quella roba che studi sui libri, ragazzo, io l’ho vista con i miei occhi, è successa qui, queste mura, queste strade – e sono le mie - l’hanno vissuta… io c’ero…”
Ok, ok, rendiamone atto, c’è un sacco di storia sepolta sotto quel piscio di cane. Ma… quell’aria vanitosa? È proprio necessaria? Sia chiaro, non parlo dei romani, parlo della città. Di romani ne conosco solo una manciata, e son tutti brava gente. Simpatici, alla buona, per quanto ne sappia. E poi via, di gente con la puzza sotto il naso ce n’è pure al mio paese – gente che di fori conosce solo quelli nell’asfalto.
Ma forse mi sbaglio, forse è proprio questo il bello di Roma: la sua superbia, e quella grandiosità nascosta sotto la calce che non si può non riconoscere. E forse, a voler ben vedere, Roma fa tanto la grande perché si sente invecchiata, perché si rende conto lei stessa di non essere più quella di una volta. Come una bella donna che, invecchiata, non fa più voltare la testa ai giovanotti, lei rimane lì, e pretende – finge con se stessa – di essere ancora il centro del mondo. Continua a fare la prima donna, per così dire.
Dicono: Roma, Roma.
Mah. Poi ha il difetto di esser troppo grande, uno che lavora deve visitarla a puntate oppure andarci durante le ferie estive, ma in quel caso finisce per sciogliersi sul marciapiede già dalla prima mattinata; se è abituato al caldo e scampa fino a sera, se riesce ad arrivare in albergo – stremato dalle lunghe passeggiate tra un monumento e l’altro – muore comunque per la puzza di piedi del figlio non appena quello si toglie le scarpe da ginnastica.
Io preferisco Firenze, o Venezia. Vorrei tanto visitare le Marche: Urbino, Pesaro... Magari quest’estate, se non vado in Russia o in Polonia, mi faccio un mezzo giro del centro Italia.
E voi? Le vostre città italiane preferite?
5 commenti:
Che bella Urbino!
(ma anche Cracovia non scherza...)
E se andassi un po' qua e un po' là?
ciao
WROCLAW. (PUNTO)
Roma, Roma... Ci sono stata due volte: la prima ho fatto in tempo a fare un giretto veloce dalle parti del Colosseo, per poi scoprire, una volta tornati alla macchina, che ci avevano derubati anche delle mutande di ricambio. Forse dovevamo passare prima in albergo. La seconda volta ero in gita con la terza media e la cosa che ricordo con più chiarezza è la stanza dell'albergo. Bah, Roma... anche io preferisco Firenze.
Comunque tesoro ricordati che quest'estate andiamo in luna di miele nell'Est Europa!!
Giò
Pina: lo farò, lo farò...
Alice: io parlavo di città italiane... va beh...
Giò: sto già rispolverando le mie mille e una lingue slave in attesa di partire... nel frattempo ci si vede forse stasera?
Bacio tutte voi!
Da Romano ho letto con interesse il tuo punto di vista su Roma e riconosco, in alcuni tratti del tuo post, una capacità di cogliere sfumature e dettagli, anche emotivi, molto vicini alla realtà.
Le sue caratteristiche più negative sono percepibili e ben chiare, però, solo a chi ci vive, a chi ogni giorno vive la caotica esistenza di questa metropoli. Disfunzioni, approssimazioni, disagi e disadattamenti.
Quel che forse sfugge, è che Roma non è abitata da Romani: è una città multipopolare e macroettica, un crocevia ed una meta di stazionamenti più o meno permanenti.
I disagi di cui parlo sopra sono spesso conseguenza di questo! Non voglio apparirti xenofobo o antiaggregativo... TI ASSICURO CHE NON LO SONO! Nè voglio cercare giustificazioni a situazioni che spesso sono intollerabili a tutti coloro che la popolano... perchè Roma non ha bisogno di trovare giustificazioni.
Nel mio piccolo, ho avuto la possibilità e la fortuna di poter viaggiare molto. E non ho mai avuto davanti agli occhi una città che per bellezza avrei sostituito alla mia Roma.
A pensar meglio, essere romani non è una fortuna, ma una sfortuna: ti fa apprezzare di meno le bellezze degli altri...
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